giovedì 18 luglio 2013

Brother

"Come sta Eivor? Sapevi dell'assalto alla All Saints?"

Queste domande mi rimbombano nella testa. Mi scivolano sotto pelle carezzandomi in ogni dove. Sapevi dell'assalto? Certo che lo sapevo. Certo che so cosa ha fatto mio fratello. Certe volte ti ritrovi a guardare vecchie fotografie di te con i capelli lunghi e gli occhi vivaci e lui al tuo fianco, fiero, forte. Coraggioso. 
Sorride a quell'immagine carezzando soprattutto i contorni del tuo viso che non riconosci neanche più come tale e ti chiedi : tornare indietro? Avrei fatto le stesse scelte? Gli stessi errori?

Lui ne ha fatti tanti durante quell'assalto. Troppi a dire il vero così da finire in un vortice sempre peggiore. In un giro sempre continuo. Uscirà una nuova taglia. Sarà di nuovo come prima. Fughe, pericoli, Alleati alle costole e non solo loro..

Huck è venuto a chiedermi scusa. Scusa per cosa? Per avermi minacciato? Per aver messo in pericolo la mia gente? La mia famiglia? Non so se riesco a perdonarlo. Al momento non so neanche se voglio farlo, lui è un altro ostacolo tra Dragan e me. Lui è un altro di quelli che lo farà ammazzare se non peggio..

Non abbiamo ballato l'altra sera ma ha aperto le porte di un mondo che ancora conosco poco. Sono uscite così tante donne. E l'immagine di me con le gambe raccolte sotto il tavolo ed una tazza di caffè nero e bollente sotto gli occhi mi gira ancora per la mente. Riuscirei a rimodellarla davvero su di me? Viviamo ogni giorno in una specie di limbo assurdo in cui non sappiamo cosa succederà domani. Potremmo anche non esserci più domani. Per certi aspetti sarebbe un lusso scivolare in un sonno privo di ricordi. Privo di pensieri. Privo di vita.

Sto rigirando tra le dita un accendino blu, un simbolo Alleato spaccato sulla sua sommità. Lo guardo con attenzione penso a chi me l'ha regalato. Straniero in terra straniera che sembra preoccuparsi per me. Tutti si preoccupano per me. Il problema è che a me non importa neanche. Gente come me è destinata a fallire e - poi - a morire. Da sola.

lunedì 17 giugno 2013

Dancing in the night

Dire la verità ad un uomo che consideri un fratello. Sentirti rinfacciare la possibilità che sotto lo stesso tetto - ora - non si può vivere. Sentire addosso il peso di una convinvenza forzata, non voluta per quanto desiderata. 
Ballare in una notte senza luna seguendo le note di un vecchio Juke Box rimesso in piedi. 
Una voce calda e fluente che informa il mondo di voler ballare senza fare domande. 
La possibilità di una notte senza pensieri. Verità nascoste che vengono a galla. Pensieri nuovi che ti affollano la mente e quelli vecchi che ancora ti lasciano addosso la sensazione di qualcosa di desiderato ma così difficile da ottenere.
Una partita a biliardo in cui immergere la mente centrando buche improbabili che ti fanno ridere troppo spesso e con troppa semplicità.
La facilità con cui un falco germisce la preda che resta a terra spingendola verso l'alto in un groviglio di sensi nuovo. 
Le luci si spengono. Il mondo s'annulla. Ci sono solo gli artigli sulla pelle. Il becco nell'anima. Le piume ad avvolgerti in un abbraccio che dona calore, protezione e pace. 

Sappiamo di che morte dobbiamo morire. Gente come noi non ha altro modo per finire la propria vita.

Non me ne andrò

I won't dance, don't ask me
I won't dance, don't ask me
I won't dance, Madame, with you
My heart won't let my feet do things that they should do

You know what?, you're lovely
You know what?, you're so lovely
And, oh, what you do to me
I'm like an ocean wave that's bumped on the shore
I feel so absolutely stumped on the floor

When you dance, you're charming and you're gentle
'specially when you do the Continental
But this feeling isn't purely mental
For, heaven rest us, I am not asbestos

And that's why
I won't dance, why should I?
I won't dance, how could I?
I won't dance, merci beaucoup
I know that music leads the way to romance,
So if I hold you in arms I won't dance


I won't dance, don't ask me,
I won't dance, don't ask me
I won't dance, Madame, with you
My heart won't let me feet do things that they want to do

You know what?, you're lovely,
Ring-a-ding-ding, you're lovely
And, oh, what you do to me
I'm like an ocean wave that's bumped on the shore
I feel so absolutely stumped on the floor

When you dance, you're charming and you're gentle
'specially when you do the Continental
But this feeling isn't purely mental
For, heaven rest us, I am not asbestos

and that's why
I won't dance, I won't dance
I won't dance, merci beaucoup
I know that music leads the way to romance
So if I hold you in arms I won't dance!!

mercoledì 22 maggio 2013

Promise

Eleazar Ritter ed Eir Sterling
desiderano invitarti al loro matrimonio
Lunedì 20 maggio 2515.
La cerimonia ed i festeggiamenti avverranno presso il ranch Madison,
provincia di Roseriver su Tauron.

L'hai desiderato tanto quel giorno e quando questo arriva ti ritrovi a chiederti perchè sei li, vestita come una bambolina Corer con i capelli tirati su merito di un Aileen che si è impegnata, si è data da fare e li ha trasformati in qualcosa che non sono. "I parenti dello sposo". La gioia che si prova nell'avere una famiglia così grande, così numerosa ed il dolore che si può sentire nello stesso identico momento in cui un prete improvvisato in gonnella domanda se vogliono stare insieme "Finchè morte non vi separi".


Non l ho fatto con cattiveria, non ho sfiorato la catenina che tenevo al collo per un puro lusso. Ho sentito qualcosa dentro. Una fitta probabilmente. La consapevolezza che non arriverò mai a quel passo così grande. Non sono destinata ad ottenerlo quel passo. Non sono destinata a sposarmi, sotto una quercia, su un pianeta bellissimo. 
Non sono destinata. 

No a me spetta sopportare un fratello che ha preso le sembianze di un padre-padrone. Sopportare la rabbia che mi divora quando ti senti gli occhi addosso e sai di non poter far nulla per avvicinarti ad essi. Ti divori dentro perchè non puoi fare altro. Sai che c'è un uomo - da qualche parte - che ti ha regalato un paio di ore di sfogo. Il bisogno di dannarti l'anima altri cinque minuti per sapere di essere ancora vivi. Ancora una volta. Ancora un istante pur sapendo che non durerà a lungo e che avrai di nuovo la sensazione di aver fatto qualcosa di male.

"Perchè ci hai messo così tanto?" 

E vedere lei, bella come non mai, sorridere all'uomo che ama. Ridere con lui "La mia puttana Corer". 
Ci sono quelle storie destinate a durare per sempre, tutto il resto è solo fumo e nebbia. Fumo e nebbia.

lunedì 15 aprile 2013

In un milione di piccoli pezzi.

In frantumi..In un milione di piccoli pezzi che sembrano destinati a non incrociarsi mai. 
Ieri ho dovuto dire a Dragan la verità. Ieri gli ho fatto male. L'ho ferito. L'ho visto annaspare in una verità che fa male e ne ho sofferto a tal punto da stringerlo con tutte le mie forze nella speranza di non vederlo sprofondare in un buco senza fondo. In una strada senza uscita. Ed oggi succede a me
Sono qui a leggere l'Herald con la consapevolezza che qualcosa si è rotto. Si è spezzato. Mi ha lasciato addosso un senso indecente di vuoto. Un qualcosa di incolmabile. Di così profondo da far quasi male. Non riesco a respirare. Non riesco neanche a muovere il culo da questa sedia all'interno del locale. 
Il locale. Avevo grandi progetti per questo posto ed ora sembra solo un punto vuoto. Un qualcosa di inutile. Di inconsistente. Di vacuo e sporco. 
Che senso ha lasciarmi un cazzo di anello se poi te ne vai in questo modo? Che senso ha dirmi che mi ami se poi non mi dai modo di dirtelo di rimando? Non riesco a pensare. Non riesco a mettere in fila un pensiero logico. A trovare un senso. Ho freddo
Dopo tante notti passate bene ora ho di nuovo freddo e non so come gestirlo questo freddo. Non so come..fermarlo..
Fino a due ore fa potevo dire al mondo intero sono una donna felice. Ho qualcosa. Qualcuno che mi aspetta a casa. Qualcuno che ha la forza di stringermi tra le braccia e farmi dimenticare il mondo intero.
Oggi cosa rimane? Me stessa..
..In un milione di piccoli pezzi..

martedì 9 aprile 2013

Distanze

Quanto è passato? Ore, Giorni, Settimane? Non lo so più da quanto non vedo mio fratello. Non so da quanto non ho la possibilità di stringerlo tra le braccia. Di poter sentire l'odore forte del suo corpo. 
Mi sento ancora in colpa per avergli detto no. Mi sembra ancora di averlo tradito privandolo di quella sua vendetta personale che tanto ha desiderato. Ma a cosa è servito poi? Altri giorni di prigionia. Altri giorni di distanza. Altri abissi a separarci. Sempre più profondi ed incolmabili stavolta. 
Non uscirà più di prigione a meno che non lo facciamo uscire noi. Il prezzo della sua libertà a costo della mia. Lo farei cento volte ed altre cento ancora ma deve pagare quello che ci sta facendo passare. Deve per forza. A suon di mazzate in testa o con un candelotto di dinamite su per il culo la pagherà cara. 

Il locale è mio. Il proprietario dell'edificio mi ha detto che posso farci quello che voglio. L'abbiamo sottoscritto di fronte ad un notaio. E' mio. Sono estasiata da tutto questo. Sono felice come ragazzina.

Baiko mi ha fatto vedere le cascate. Era notte. Non ho scopato quella sera. No. E' stato diverso. L'ho fatto in acqua con il freddo che mi entrava nelle ossa mescolandosi al calore umano che solo lui riesce a darmi. Con lui non sono un animale in cattività. Con lui sono diversa. Vorrei fargli un regalo. Non so cosa. Sono una frana in queste cose. Forse dovrei lasciarlo scegliere a lui il regalo. Sarebbe meglio.

venerdì 29 marzo 2013

Ferite, Anima e Sentimenti

Il fuoco nemico ti lascia addosso la sensazione di qualcosa di dimenticato. Perduto e poi riconquistato con tanta fatica. Sentire il tuo sangue che scivola via, le forze che ti abbandonano forse ti danno l'idea di quanto dannatamente fragile sia la vita umana. Di quanto basti poco per lasciare che il buio prenda il sopravvento. Annienti tutto il resto. Così dannatamente poco. 
Sono su questo lettino da un pò di giorni. L'odore di medicinali e disinfettanti. La consapevolezza che finirò dentro. Di nuovo. Per mio fratello. Di nuovo
Howard desidera così tanto metterlo dentro le sbarre che ha sparato al mondo pur di catturare me. Ed ancora non sa che sono sua sorella. Ma non mancherà molto perchè gli altarini vengano a galla. Non si può nascondere per sempre quello che è evidente agli occhi di tutti. Basta metterci uno affianco all'altra per capirlo davvero. L'amore che sento, che ci scambiamo in quei momenti in cui stiamo assieme rischia di ucciderci. Di sopraffarci ogni secondo. Di lasciare che sia l'istinto a dominare e non la ragione. L'animale che c'è in noi. A volte desidero che quell'animale prenda il sopravvento. Annulli la ragione. Cancelli la moralità. Esiste forse una morale? Amo mio fratello. L'ho sempre amato guardandolo di nascosto dietro un muretto basso. Studiando i suoi movimenti come se fossero stati i miei. Amo mio fratello.
Ed ora ho un anello al dito. Un pegno d'amore diverso. Un qualcosa che non capisco e che - al tempo stesso - tremo al desiderio di poterlo davvero conquistare. Non so perchè me l'abbia dato solo ieri quest'anello. Non so perchè improvvisamente si sia arrampicato sugli specchi per parlarmi del suo amore per me. Io lo amo? Si, in maniera diversa. Non è un amore morboso come quello che provo per Dragan. E' un amore diverso. Più gentile. Più docile. Fatto di curiosità ed ingenuità. Fatto di tutte quelle sfaccettature che solo ora sto imparando a conoscere. Non ho mai amato così. Ho amato per rabbia. Per delusione. Per frustrazione. Mai per qualcosa di diverso. Ho amato per dimenticare
Ora amo entrambi. Di un amore diverso. Di un amore che mi riempie colmando quegli spazi vuoti che sento dentro di me. L'amore ha la forza di rendere forte qualcuno ma - involontariamente forse - riesce anche a distruggerti. 
Tornerò dentro per amore
E lo farei ancora..

venerdì 22 marzo 2013

Dreams

Buio..Freddo..Sangue..
Buio..Freddo..Sangue..
Il respiro è veloce, sempre più accellerato. La pelle che si impreziosisce di deliziose goccioline di sudure mentre si rigira nel letto con insistenza alla ricerca di un poco di ristoro.
Buio..Freddo..Sangue.. 
Rumore di Catene..
Buio..Freddo..Sangue.. 
Rumore di Catene..
Si raggomitola su se stessa poi scosta il lenzuolo stringendo con forza le dita contro lo schienale del letto. Le nocche che si fanno bianche per lo sforzo. Il cuore che batte nel petto. Insistente. Incessante. Infrangibile così come il suono che si fa sempre più vicino.
Buio..Freddo..Sangue.. 
Rumore di Catene..Passi in avvicinamento..
Buio..Freddo..Sangue..
 Rumore di Catene..Passi in avvicinamento..
I capelli che si appiccicano al volto nell'attimo in cui s'avvolge di nuovo nelle lenzuola. Un gemito che esce dalle labbra carnose. Il suono martellante del suo cuore nelle tempie ed in gola.
Buio..Freddo..Sangue.. 
Rumore di Catene..Passi in avvicinamento.. 
Due occhi troppo vicini..
Buio..Freddo..Sangue.. 
Rumore di Catene..Passi in avvicinamento.. 
Due occhi troppo vicini..
Apre gli occhi in quel momento e la mano scivola sotto il cuscino alla ricerca della neocolt. Il gesto è veloce, troppo rapido per poterlo fermare. La mano che trema mentre il dito è già sul grilletto. La sicura disinserita. Dorme così da quando Baiko non è con lei. Se questo lo si può chiamare dormire. In un primo momento gli occhi sono due pozze scure senza fondo. Poi piano piano uno spiraglio di luce ne sfiora la pupilla nera ancora dilatata e la mano torna al suo posto sul seno che s'alza e s'abbassa ritmato da un respiro fuori controllo. Batte due volte la testa contro il cuscino. Il rumore che viene attutito poi un ringhio furioso che nasce dalla gola. Dallo stomaco. Che prende forza da quella rabbia repressa che si porta dentro da tutta una vita. Si alza.

Sono le 3 del mattino. La Badass è deserta. Sono tutti a dormire. Tranne lei che lentamente si veste e scivola nella stiva. Il rumore del portellone che si apre. Potrebbe svegliare qualcuno. L'odore della pioggia. Il vento che ne sfiora il viso, il corpo sudato. I muscoli tesi. Socchiude gli occhi dischiudendo le labbra. E' un nuovo giorno ed ha ancora paura.